Tu non sei la tua risonanza magnetica

Tu non sei la tua risonanza magnetica

È opinione comune che, in caso di mal di schiena, la cosa migliore da fare sia andare a fare una risonanza magnetica. Ma è veramente così? Molto probabilmente NO!

A parte una serie di patologie gravi, ma per fortuna anche molto rare (<1%) e che hanno un comportamento molto particolare (facilmente identificate nel primo colloquio), la maggior parte delle volte la risonanza magnetica è assolutamente INUTILE ai fini del trattamento del mal di schiena, se non addirittura DANNOSA.

INUTILE in quanto la percentuale di patologie serie (fratture, infezioni, neoplasie, sindrome della cauda equina, ecc..) è molto bassa e queste patologie sono relativamente semplici da individuare in un primo colloquio. Per quanto riguarda la maggior parte dei “mal di schiena” il lavoro del fisioterapista si basa sul trattamento del dolore e sul migliorare la mobilità e la funzionalità della colonna e degli arti inferiori. In effetti se ben gestiti la maggior parte dei problemi di schiena ha un esito favorevole entro 2 – 4 mesi.

FALSI POSITIVI, bisogna anche imparare ad interpretare quello che vediamo. In uno studio del 2014, Brinjikji et al hanno analizzato 1300 persone sane, senza nessun tipo di problema o dolore alla schiena, a cui è stata fatta una risonanza magnetica.
Ecco i risultati:

Tu non sei la tua risonanza magnetica

 

È risultato che già a 20 anni possono essere presenti Degenerazioni del Disco (37% dei soggetti) o addirittura Protrusioni del Disco (30% dei soggetti) senza che questi abbiano nessun tipo di problema. Naturalmente le percentuali aumentano man mano che saliamo con l’età. Sembra quindi che questi cambiamenti facciano semplicemente parte del processo di invecchiamento. Come la perdita di capelli o le rughe.

Tu non sei la tua risonanza magnetica

Questo cosa ci dice?
Ci dice che se io o qualunque soggetto in salute ci sottoponiamo ad una risonanza magnetica, quasi sicuramente leggeremo qualcosa come “degenerazione del disco” o “bulging (spanciamento) del disco”. Ma questo significa che sarò piegato in due dal dolore o dovrò stare a letto? Assolutamente no! E ancora, se mi viene mal di schiena sono sicuro che questo dipenda dal mio bulging di L4-L5? Molto probabilmente no! È molto più facile che io sia stato troppe ore seduto male o mi sia sforzato troppo e male ieri in palestra o sbrigando le faccende domestiche. Questo ci dice che non è assolutamente detto che ciò che trovo in risonanza sia responsabile del mio problema di schiena. Molto meglio affidarsi ad una valutazione “in vivo” di un medico o di un fisioterapista!

 

Tu non sei la tua risonanza magnetica

 

DANNOSA
Può essere molto più dannosa una pessima comunicazione dei risultati della risonanza, dei risultati stessi!
Espressioni come “ha la schiena di un’ottantenne” oppure “non faccia sforzi altrimenti le esce l’ernia del disco” o peggio ancora “potrebbe rimanere paralizzato” possono portare la persona ad attuare tutta una serie di STRATEGIE DI EVITAMENTO del movimento (kinesiofobia) che portano ad un indebolimento progressivo dei muscoli posturali e delle strutture che reggono la colonna. È allora si che iniziano i dolori: meno mi muovo > più diventa debole, più diventa debole > più mi farà male, più mi fa male > meno mi muovo.   E così via in un circolo vizioso senza fine.

In conclusione, se hai mal di schiena, per prima cosa rivolgiti ad un professionista (medico o fisioterapista). Sarà poi lui a inviarti a fare ulteriori approfondimenti se lo riterrà utile o necessario! Nel frattempo cerca di mantenerti attivo e di seguire le comuni regole di igiene posturale.

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